Ancora una volta

Sei il pianeta lontano,

la strada dietro l’angolo.

Sei pelle che trasuda attese.

Oblio e carboni ardenti.

Sudore amaro

travestito da fuga.

Sei un’ illusione.

Un clandestino senza volto.

Un desiderio annodato.

Sei una speranza ritorta.

Stesso letto.

Stessi alibi.

Stessi furiosi orgasmi

come leoni in gabbia.

Ancora.

Ancora una volta.

Furtivi scivoliamo altrove

come una lacrima

sul volto sbagliato.

Ancora una volta.

Paola Catozza poetessa e giovane donna

Paola Catozza è una giovane autrice che si avvicina alla poesia con “passo adolescenziale” ma non per questo meno efficace. Si pensa sempre alla connotazione negativa dell’adolescenza. L’eccessiva irruenza, i venti di guerra che trincerano i figli lontani dai genitori per un tempo non quantificabile. Paola vuole immergersi invece nella sua adolescenza dipingendola con parole che uniscono la poesia a pensieri liberi di frugare dentro l’anima. Paola non rinuncia a ballare perché non è capace.  La poesia scandaglia i legami ancora molto in divenire ma l’autrice ne vuole dare un chiaro messaggio che non cambierà per tutta la silloge dal titolo Riflessa in una goccia d’acqua-Les Flaneurs edizioni. Ci sono cose che mutano anche l’amore si trasforma ma i nodi dei legami rimangono.

Il presente viene calcato come una matita sul foglio. Nella poesia Io, tu, noi l’atmosfera si immerge in una magia declinata al Tu.

Tu, tu che stai con me.

Tu che ami me.

Tu che hai speranza in me, tu.

 

Samantha: Sotto l’effetto di questi versi vorrei che fosse proprio Paola a raccontarci del suo modo di fare poesia. Benvenuta nel salottino di Ti aspetto. La prima domanda è sicuramente “Chi è Paola”? Chi tipo di ragazza è? C’è un tipo di donna a cui vorrebbe assomigliare?

Paola: Grazie Samantha per ospitarmi nel tuo blog. Dunque, sono una ragazza di diciannove anni, studentessa universitaria e appassionata di libri, scrittura e grafica. Sono una persona timida e molto autocritica, pignola e insicura, ma anche forte. Non ho una donna a cui vorrei assomigliare.

Positiva

S:Nella tua poesia c’è ad un certo punto l’incertezza dei pensieri, nonostante un presente sempre declinato con ostentazione. Quasi la poesia si trasformasse in pensieri che non sfuggono, non rimangono. Per te cosa significa scrivere? L’adolescenza ha influenzato la poesia o il contrario?

P: Per me scrivere è vita. Anche se si scrivono poche frasi, poche righe, penso sia meraviglia. Non serve essere scrittori di grandi libri per considerare la scrittura una vera e propria forma di vita. Essa aiuta ad esprimersi quando la timidezza ci blocca, aiuta a stare meglio, è liberatoria, consolatoria, di compagnia. Penso sia l’adolescenza che abbia influenzato la mia poesia: d’altro canto le mie poesie sono il frutto delle emozioni che ho provato in quel periodo.

S: Anche il sogno è riferito al presente. Sognare è sperare. Dream is not wrong. La vita ha un sapore nuovo in fondo nella poesia di Paola è il germoglio appena sbocciato che tenta di crescere.  In alcune poesie si legge qualche frase in una lingua inglese. Accostamento originale, cosa ti ha spinto ad evidenziare quelle parole in una lingua straniera?

P: Vero, in alcune poesie c’è qualche frase scritta in inglese. Ciò che mi ha spinta ad utilizzare una lingua diversa per determinati versi è proprio la voglia di dare un maggiore interesse a quelle frasi grazie ad un’altra lingua, in questo caso l’inglese. Poi, comunque, a me piace concatenare e fare un mix tra le lingue, purché ci sia una logicità nel farlo.

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S: Certamente. La cosa che mi ha colpito è stata la trasformazione. Amore è scegliere e tu, Paola scegli.  E la prima parte della silloge si trasforma in una seconda parte dal contenuto diverso. Nella poesia Perdermi si ha la sensazione o la dimensione del tuo amore. Perdersi come parte di un sentimento ancora da vivere. Secondo te cosa è realmente l’amore? Qualcosa da inseguire, qualcosa di così effimero che può sfuggire?

P: Sì, la poesia “Perdermi” riguarda l’amore. Secondo me l’Amore è un sentimento senza la quale non si potrebbe vivere. Abbiamo bisogno di essere amati e di amare. E’ qualcosa di grande, che può però diventare una effimera illusione: delle volte si crede di amare qualcuno anche quando in realtà non è amore ciò che si prova. Dipende comunque dal contesto: l’amore è qualcosa da inseguire, ma fino ad un certo punto, perché è pur sempre qualcosa che nasce piano piano per qualcuno. Capita anche quando meno te lo aspetti.

S: La seconda parte della silloge travolge tutto con un punto di vista nuovo. Mina un po’ il presente forte della prima parte. Gli amore sono capovolti, sentimenti negativi che si alternano a speranza e fiducia per poi ricapitolare.  “Il colore del dolore e quello dell’amore” si scontrano con la parola temere. Cosa temi di più? La poesia ti ha aiutato ad uscir dal tuo guscio?

P: Ci sono tante paure, sai? Temo di non essere amata come spero, di non riuscire a fare qualcosa nella vita, di non essere abbastanza. Ma non voglio permettere alle paure di limitarmi nella vita e questa “forza” di andare oltre alla paura deriva anche grazie alla poesia, alla scrittura in generale.

S: Nella poesia Sapore scandisci un elenco di cose semplici come i versi che si rincorrono. Non ci sono orpelli, ricerche di fonemi, involute dal significato offuscato. Tutto è immediato. Una poesia asciutta. Qual è il sapore della tua infanzia?

P: La mia infanzia ha il sapore di felicità, di amore, ma anche di tristezza. Amore e felicità grazie alla mia famiglia, tristezza dovuta, invece, al corpo che cambia, al peso, al bullismo.

S: Cosa rappresenta per te il Professor ingiustizia?

P: Professor Ingiustizia non è altro che la rappresentazione di ciò che un professore è stato: ingiusto sempre, a volte proprio poco “dolce” con le parole.

S: Cosa sogna Paola?

Bella domanda. Ho un cassetto pieno di sogni. Sogno di continuare ad essere felice, di laurearmi, di lavorare, di fare una famiglia, di continuare a scrivere. Sogno di fare qualcosa che amo, di non fallire, di viaggiare.

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S: La silloge si conclude con un ritorno all’amore. Lo stesso che ci ha animato e tenuto al sole. La nebbia si è attenuata. L’altalena di emozioni e versi si è dipanata. La poesia diventa una nave che viaggia sicura e anche per la giovane età di Paola si evidenzia una rotta precisa. Rotta sicuramente verso altri progetti.  Quale poesia in tutta la raccolta è Paola?

P: Riflessa in una goccia d’acqua è Paola. Tutte le poesie sono Paola.

 

 

Riflessa in una goccia d’acqua è l’anima mia,

riflessa e anche bagnata

di lacrime salate. Guardo avanti e immagino il futuro,

triste e leggera

m’immergo nei pensieri.

Non vedo nulla,

se non ingiustizia, tristezza

e omertà.

Vorrei gioia, amore e felicità.

Non ho futuro, lavoro non c’è;

a scuola studio e

l’aria ha portato meritocrazia con sé.

Riflessa in una goccia d’acqua

io spero e vivo;

guardo il cielo e la terra,

le bianche nuvole

e l’universo.

L’anima mia è

riflessa in una goccia d’acqua

di sogni e libertà.

S: Io ti ringrazio per averci parlato della tua poesia e di esserti scoperta un po’.

P: grazie a te dell’ospitalità.

Cover davanti

Link di acquisto:

Riflessa in una goccia d’acqua

Pagine: 83

Prezzo: 0.99 euro (ebook)

Editore: Les Flaneurs edizioni

Data di pubblicazione: 21-10-2015

Kobo: https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/riflessa-in-una-goccia-d-acqua

 

 

 

 

 

Ancora una scusa per restare – Katia Colica

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Mi aveva subito incuriosito il titolo “Ancora una scusa per restare” Città del Sole Edizioni. Restare dove e soprattutto come? Il libro è costruito con tanti racconti indagine che si svelano nel tempopercorso di una notte. I personaggi sono reali di cui a volte sappiamo il nome  o a volte sono tutt’uno con i loro visi che si mostrano senza storpiature. Le loro voci sanno parlare. L’autrice Katia Colica, scrittrice e giornalista, ci mostra uno spaccato della Calabria. Storie di ordinaria invisibilità in una notte metropolitana. E’ un collage di realtà, che si rileva essere tutto un viaggio dentro un paese amato alla ricerca di un’identità che vuole essere richiamo, silenzio e grido di denuncia.

La lunga salita di Rosina. Lunga come la sua vita. Anziana si reca ogni giorno dal marito in ospedale, raccontando qualche piccola bugia ai figli per non far pesare a nessuno la sua fatica. La strada incerta di Milena.

“Noi precari siamo sempre stanchi ma di quella stanchezza strana, fatta di sensi di colpa perché se salti un’ora o un giorno di lavoro pensi che non fai abbastanza, pensi che non ti impegni, pensi di essere il tuo nemico. Ti lasciano credere questo e annullano la tua dignità.”

La storia di attesa di Milka con i suoi due figli. Le storie di un fast food il sabato sera.

“… non fateci troppe domande voi adulti. Non chiedeteci risposte che non abbiamo e che non ci importa dare, sembrano rispondere con l’alzata di spalle con cui mi licenziano.”

Le barriere architettoniche di una città non adatta a tutti e i guanti di una madre abituata a portare un pesante fardello ma le storie continuano. Si susseguono nelle pagine con l’ora scritta in grassetto. Il bello di questo viaggio è lo scoprirsi e svelarsi di una notte che prende un ruolo importante nella narrazione. Non c’è un mezzo se non le parole di chi vuole portare fuori la sua storia, raccontarsi.

Le 23:00- Uomini come valanghe. Il racconto che segna un giro di boa in questa notte fatta di tante vocidenuncia differenti. Non sono mai voci lamentose che chiedono, anzi ringraziano sempre per quel poco che hanno e non fanno richieste per non perdere quel poco che si sono costruiti. Si intravede la felicità nella piccola baracca fredda e umida per il lungo inverno costruita da Amir.  Livio fruga nella spazzatura, Rosario cerca l’amore in giro per i locali, di notte. Lo fa vendendo fiori e compare e scompare proprio come gli abitanti della notte.

Abitanti sempre più giovani che seguono una massa che si contorce. L’indagine, lo stacco generazione che invece di creare giovani consapevoli ne ha fatto una massa senza sogni. Fiumi senza meta che seguono o si lasciano trascinar da una corrente che infanga. I giovani che si rifugiano nell’alcol, droga subdola e sempre più a buon mercato. La sbronza è solo uno dei tanti modi di apparire, buttare giù più bicchierini per dimostrare cosa e a chi soprattutto?

Quando la notte finisce arriva la speranza. Giovani che puliscono la strada dove poi balleranno, perché la vita è una danza fatta con mani e piedi e solo chi riesce a rialzarsi dopo la caduta sa affrontare la notte e le sue insidie.

Booktrailer 

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