Destino ubriaco

Conoscevo quella risata. Saturava l’aria come il profumo del basilico d’estate, anche se i nostri occhi erano distanti e distratti.
Sentivo solo la tua voce nella sala. Mi lasciavi troppo spesso in attesa delle tue labbra e io chiedevo al giorno di durare sempre meno.
Avevo bisogno della tua notte. Inebriava le ore. Eri così vicina. Talmente vicina.
Anche il mio sorriso si è spalancato, vedendo il tuo riflesso nel bicchiere. La tua risata è diventata un respiro. Unico con il mio.
-Ciao.
La tua voce era calda, mi ricordava le nostre mani nella sabbia.
Ho fatto ondeggiare il vino rosso nel calice e il tuo riflesso è scomparso. Destino già ubriaco.

Un sorriso a più colori

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C’era un posto dove ti piaceva andare. Salivi fino in cima e ti rannicchiavi a vedere il sole spuntare da dietro la colina. Illuminava prima le punte degli alberi poi lo scuro lasciava spazio a una tonalità dorata che si mischiava al verde. La piccola finestra che c’era in soffitta aveva un piccolo scalino dove ti sedevi. Ti piaceva stare lì anche quando da grande non entravi più su quell’asse di legno sbilenca. Il sorriso che ti regalava l’alba però rimaneva lo stesso. Ti portavi i capelli lunghi tutti su una spalla. I tuoi occhi si spalancavano alla meraviglia. La luce si stendeva come una coperta morbida. Il tuo sorriso illuminava le giornate, lo portavi in giro per la casa, in cucina, lo mischiavi alle faccende e la sera non vedevi l’ora di addormentarti per sognare. Nei giorni di pioggia quando il sole non si vedeva, nascosto da una coltre di nubi grigia e spessa, aspettavi l’arcobaleno. In fondo era un sorriso a più colori. E così ti affacciavi spesso alla finestra, non appena spioveva correvi per tutta la casa finché non ne scorgevi uno. Eri una giovane donna a cui nessuno avrebbe tolto la capacità di stupirsi.

– Eccolo, eccolo.

Ed era come se il sole fosse spuntato un’altra volta.