Il tempo uno strano ticchettio o …?

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In occasione dell’uscita della nuova antologia Fermarti Non posso  firmata l’Erudita- Perrone, vi lascio ticchettare come farebbe il tempo dentro gli ingranaggi di un vecchio orologio, nella musica di due poesie. Il tempo ha uno strano percorso se ascoltato. Ho il piacere di ospitare Francesco Azzirri, la sua poesia e la mia.

Che anni mai sono?

Fisso e ritrovo

lo sguardo.

Mi accordo, là sotto,

a un trattenuto busto.

Una dozzina di pollici

cristalli a due strati

e a pochi centimetri

“oppure a due passi?”

(passasse un folletto …

di qui, per lo schermo,

che pulsa appannando

del chiaro).

Da dove origlio

la strada è a due sensi

e senza sfondo.

Del suono il rientro

ovattato dai muri

è filtrato.

Che anni mai sono?

O saranno?

Che ore mai sono?

(Francesco Azzirri)

E il suo tempo lascia il posto anche al mio tempo.

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Nuovo Giorno

Diventerai pianta

per ogni delusione provata.

Seme

per ogni sogno incatenato.

Diventerai fiore

per ogni speranza calpestata.

Nuovo giorno

per ogni uomo caduto.

Diventerai occhio

per ogni finestra sul futuro

che si spalancherà.

Sarai tempo

per sbocciare,

crescere,

sfiorire.

La tua vita

sarà un’onda

fatti da minuti

di sale.

(Samantha Terrasi)