Senza ascensore

La signora Luisa andava a fare la spesa sempre alla stessa ora quando il panettiere consegnava le rosette al supermercato, sprigionando lungo la strada quell’odore di pane e di infanzia. Abitava al terzo piano di una palazzina senza ascensore. Usciva con le sue ciabattone verdi, la busta di plastica  al polso come fosse una borsa firmata e quei quattro capelli appuntati con le forcine. Quando passava il portiere si rintanava in guardiola a smistar fogli o ad aggiustar cose. I bambini nel cortile scappavano, il più delle volte ridendo. Comprava dieci scatolette al tonno e ripercorreva la stessa strada con lo scontrino in mano.

“Mamma è tornata” diceva quando apriva la porta e dieci gatti si strusciavano contro le sue gambe.

“Mamma è tornata” e li accarezzava uno ad uno.

Lei era così portava il rossetto al posto del sorriso e sapeva di tonno.