Quattro chiacchiere con Yasodhara Leandri

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Yasodhara, il nome ci riporta ad antiche leggende indiane ma non sono qui per riportare a galla storie di principesse perso nel tempo o forse si?Colei che porta un nome così affascinante è l’autrice del libro La Custode, La Ruota Edizioni.

Samantha: Benvenuta nel salotto di Ti aspetto. Sono contenta di averti qui e visto che sei emozionata passiamo subito a qualcosa che dà spazio all’immaginazione. Quando si è piccoli spesso, già a cinque anni spesso si sogna il proprio futuro, pensavi già di diventare scrittrice?

Yasodhara: Prima di tutto ti ringrazio per avermi dato quest’opportunità. Ancora non mi è chiaro come sia  successo che qualcuno voglia intervistarmi, ma ne sono felice. Per rispondere alla tua domanda: forse scrittrice no, in verità ancora devo abituarmi ad essere definita come tale. Fin da piccola ho sempre amato raccontare storie, che lo facessi con eserciti di peluche o che ne fossi io stessa la protagonista, la mia mente ha sempre viaggiato con la fantasia. La passione per la scrittura è arrivata dopo, le storie che avevo in testa penso di aver iniziato a tramutarle in parole all’incirca quano avevo undici o dodici anni.

S: Cosa ti piace delle parole? Il suono o quello che possono comunicare o altro?

Y: Le parole trovano sempre un modo per stupirmi, che si tratti delle mie o di quelle di qualcun altro. Soprattutto quando dicono la verità, quando ti dicono qualcosa che senza nemmeno rendertene conto già sapevi ed ora eccolo lì, per iscritto, vero. Penso sia questo che succede quando leggo, mi chiarisco le idee o ne faccio nascere molte altre.

S: Qual è la frase che ti accompagna sempre?

Y: La frase a cui subito mi viene da pensare è non arrenderti mai, provaci sempre. Una frase invece, un concetto che mi accompagna da tempo è ama incondizionatamente.

S: Il libro che più hai amato e che consiglieresti agli studenti di adesso?

Y: Non è il libro che più ho amato ma la saga che più ho amato, ovvero quella di Harry Potter. JK Rowling mi ha iniziata alla lettura, mi ha accompagnata dall’infanzia all’adolescenza, e anche ora i suoi libri continuano ad avere una grande influenza su di me. Dunque sì chiunque non li abbia ancora letti deve farlo adesso. Se anche tu non l’hai ancora fatto interrompi subito le domande e corri a leggere!

S: Letta tutta. Ormai da adulta, ma sempre emozionante.

Y: Un altro libro che ho davvero amato e che molte volte mi ritrovo a sfogliare per leggerne alcuni passaggi è La vita segreta delle api di Sue Monk Kidd. Hai presente quelle storie, quei personaggi che riescono a raggiungerti come nessun altro può? Come sapessero esattamente chi sei, ecco come mi sento nel leggere quel libro.

S: Ti piace cucinare?

Y: Curioso che tu me lo chieda. Fino ad ora cucinare per me ha sempre significato farsi una pizza, una piadina, un toast, delle spinacine e altre cibi altrettanto sani. Recentemente, però, ho iniziato a lavorare come apprendista pasticcera. Per ora non ho ancora ucciso nessuno, ti saprò dire come andrà.

S: Una città, un modo di essere e una stagione.

Tra le città che ho visitato sicuramente Parigi, non so esattamente cos’è che me l’ha fatta amare così tanto. Forse l’atmosfera, gli edifici, i monumenti, gli artisti che incontravi per strada, le botteghe, i musei gratuiti e sottolineo gratuiti. Mentre una città dove mi piacerebbe andare è New York City. Sono un’appassionata di cinema e tv, adoro la lingua inglese e mi nutro di schifezze. Mi sembra la città ideale.  A me piace la stagione a metà tra l’autunno e l’inverno. Quel periodo da ottobre fino a dicembre, perché in mezzo ci sono le mie due festività preferite Halloween e Natale. Mi piace riempire la casa di decorazioni, adoro i colori di cui si tinge il paesaggio, il freddo che ti costringe con mio grande piacere a indossare maglioni pesanti. È il periodo in cui più amo scrivere o leggere o fare qualsiasi altra cosa. Mi piace sedermi in divano o sul letto e perdermi nelle pagine con una tazza di té caldo da sorseggiare.

S: Cosa ti ha spinto a scrivere la Custode? C’è qualche aneddoto legato a questo libro?

Y: Non lo chiamerei esattamente aneddoto ma sicuramente c’è stato qualcosa, che è finito per essere l’inizio del libro. Ho cominciato La Custode dopo una gita a Parigi in quinta superiore. Come ti ho detto quella città ha qualcosa di magico, quel viaggio è per me un ricordo bellissimo. Era la nostra ultima gita, una volta tornati ci aspettava lo studio per la maturità e poi chissà dove saremo finiti tutti. Si sentiva il cambiamento nell’aria e forse è stato questo, forse ho sentito il bisogno di imprimere quei momenti nella mia memoria in una maniera unica. È stato solo dopo che la trama ha iniziato ad ingigantirsi, solo dopo ho capito che quei personaggi stavano prendendo vita propria.

S: Tra i tuoi personaggi ce ne è uno in particolare che ha le tue caratteristiche?

Y: Qualsiasi persona che mi conosca e che ora sta leggendo o ha letto il libro mi ha sempre detto che Alex Ridd, la protagonista, sono io. Ed è così, c’è tanto di me in lei. Mentre scrivevo mi è venuto naturale dire quello che io avrei detto e fare quello che io avrei naturalmente fatto . Al momento quasi non me ne sono resa conto ma molti aspetti della mia vita li ho visti filtrare nella storia. Uno in particolare che tende a gironzolarmi sempre attorno. Fanny, la gatta che io ed Alex condividiamo.

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                        Fanny scioccata nel scoprire di essre stata inserita nel libro

S: Cosa si prova a vedere il proprio libro pubblicato?

Y: Sai è strano, è una cosa di cui mi rendo conto soltanto in alcuni momenti. Succede qualcosa, come un messaggio dalla mia editrice, o da un’amica che lo sta leggendo o vedo qualche copia in giro per casa e per un attimo ne sono consapevole. Ho pubblicato un libro, è proprio quello stupore che provo ogni volta, è il fatto di non potersi abituare a questo pensiero che lo rende indescrivibile. È stato un sogno per così tanto tempo, persino un segreto. Per otto mesi non ho mai detto a nessuno che stavo scrivendo qualcosa, e ora quel qualcosa che apparteneva solo a me è lì fuori. Wow.

S: Sogni e progetti futuri.

Y: Di progetti ne ho tanti in testa, così tanti che sto ancora cercando di capire cosa fare. L’unica cosa su cui riesco a concentrarmi e dedicarmi con tutta me stessa è la scrittura del seguito de La Custode. Avevo paura che più persone avessero letto il primo più mi sarei sentita sotto pressione per il secondo, invece non è così. La trama ce l’ho già tutta in testa e mi sto godendo troppo il viaggio.

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E sul viaggio ti lasciamo volare su un tappeto magico un po’ come aladino e le sue storie. Grazie e a presto.

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Due chiacchiere con Monica Giuffrida

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Oggi ho il piacere di ospitare nel mio piccolo salottino Monica Giuffrida, autrice di Manuel a testa in giù, La Ruota edizioni. Un libro che parla di ragazzi e di bullismo. Molto significative e importanti le parole di Monica rilasciate in questo breve articolo dal titolo BULLISMO, OCCORRE PARLARNE.:

Il bullismo non è una moda, e non è di moda. Il bullismo è prevaricare, offendere, sminuire l’altro, in maniera intenzionale e ripetuta. Un atto di vigliaccheria travestito da qualcosa d’altro. E di bullismo si muore. Succede, è successo. Tanti, troppi episodi che ci lasciano sgomenti, spaesati, ma non devono lasciarci muti.

Bisogna parlare e tanto, far partire e ripartire il dialogo anche quando costa fatica, riempire i vuoti e i silenzi con le parole.

E poi naturalmente captare i segnali di disagio, diventare abili lettori tra le righe, comprendere comportamenti e manifestazioni emotive spesso non lampanti. Un discorso che vale tanto per i genitori quanto per gli educatori. Il bullismo a scuola esiste, è un fenomeno costante, che resiste a sporadiche campagne di sensibilizzazione. Il bisogno di farsi accettare, diventare parte di qualcosa, essere riconosciuti come membri di un gruppo, è un bisogno continuo, incessante. Ed è proprio in questa affannosa ricerca di piacere agli altri che si annidano i pericoli di essere presi di mira, scartati, isolati. O al contrario di trasformarsi in carnefici alle spese di un altro ritenuto più debole. I bulli si sentono i migliori, i più furbi, i più forti. Si accaniscono contro chi è diverso da loro per modo di vestire, di parlare, di essere. Non c’è un identikit preciso. Chiunque può diventare una vittima!

Popolari contro “sfigati”, bulli contro vittime. Non è facile ribellarsi alle prepotenze, si ha paura e vergogna. Ma qui entrano in gioco gli altri. Gli insegnanti, i genitori, e soprattutto i compagni di scuola, gli amici. Si può intervenire in diversi modi, non fornendo ad esempio un pubblico al bullo, dando sostegno a chi subisce le angherie, denunciando. Non è facile certo.  Ma i bambini e i ragazzi hanno spesso un senso della giustizia più marcato del nostro. Decidere di non fare nulla è già scegliere di stare dalla parte sbagliata.”

Monica Giuffrida

Samantha: Chi è Monica? Riusciresti a presentarti in 25 parole?

Monica: Ci provo! Ho 43 anni, milanese per caso, sangue e cuore siciliani. Sposata, due figli e una pelosetta di nome Esme.  Sensibile, generosa, pensatrice libera, emotiva, impetuosa. Ho sforato?

Samantha: Non ce ne siamo accorti!

Monica: Menomale.

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Samantha: Com’è nata la passione per le parole?

Monica: Diciamo che è nata insieme a me. Ho iniziato a scrivere poesie a 7 anni. Poi mi sono innamorata dei libri, delle storie, dei luoghi dove riuscivano a trasportarmi.

Samantha: I tuoi studi hanno influenzato le tue scelte?

Monica: Mi sono laureata in storia medievale-moderna, ho lavorato come giornalista, sono iscritta all’albo e ho una grande passione per la letteratura, ma da piccola sognavo di fare il giudice minorile. Posso dire che amando i bambini, ho sempre puntato l’ago della mia vita verso il  rispetto dei loro diritti, il loro benessere, la loro felicità.

Samantha: Cosa rappresenta questo libro?

Monica: Questo libro rappresenta un traguardo importante. Ci sono stati altri libri in questi anni e ogni storia, ogni personaggio che è nato nella mia testa e si è fatto raccontare dalla mia penna è un pezzo della mia vita a cui tengo molto. Ma questo romanzo è qualcosa che sentivo dentro da tanto tempo e scriverlo mi ha regalato delle emozioni indescrivibili.

Samantha: Come mai hai trattato un tema così delicato come il bullismo?

Monica: Il bullismo è purtroppo un tema sempre attuale, un fenomeno a cui anni fa’ forse non si dava uno specifico nome, liquidandolo forse con troppa facilità. Oggi per fortuna se ne parla, anche se, a mio modo di vedere, non abbastanza.

Samantha: Cosa ti ha ispirato?

Monica: Un episodio di bullismo accaduto nella scuola elementare di mio figlio diversi anni fa’. Bambini di 9/10 anni, capaci già di pensare e portare avanti tutta una serie di comportamenti vessatori nei confronti di un altro bambino. Questa cosa mi aveva sconvolto.

Samantha: Se lo dovessi definire in tre parole quale useresti?

Monica: Tenero, ironico, coraggioso.

Samantha: Preferisci la neve e il camino o il mare?

Monica: Senza dubbio il mare.

Samantha: I tuoi progetti.

Monica: Sto scrivendo un romanzo fantasy, genere nuovo per me, dove riesco a dare libero sfogo alla mia immaginazione sempre in fermento. Sto inoltre lavorando ad un romanzo incentrato sul tema dei migranti, ispirato dalla mia esperienza come insegnante volontaria di italiano per stranieri.

Samantha: Chi ha curato la grafica della copertina?

Monica: Le illustrazioni, copertina e quelle presenti all’interno del libro sono realizzate da un mio carissimo amico, Mario Mielati. La grafica è curata da Paola Catozza della Ruota Edizioni.

Samantha: Parlaci dei tuoi sogni: quelli che hai nel cassetto e quelli che hai realizzato.

Monica: Partiamo da quelli realizzati. Diventare un’autrice di libri per ragazzi. Adottare un cane in difficoltà, Esmeralda, detta Esme. Scrivere un racconto a lei dedicato “Tra un bau ed un miao”, in favore dei cani e dei gatti chiusi nelle perreras spagnole. Fare volontariato. Imparare l’arte della fotografia e quella di cucinare piatti esotici. E altro ancora.

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Sogni nel cassetto, troppi, non ci stanno tutti. Scrivere un best seller, abitare in una casa con orto vista mare, aprire un ristorante multietnico con angolo lettura, abbracciare un koala durante il mio giro del mondo… e altro ancora.

I sogni di Monica ci hanno conquistato come spero vi conquisterà Manuel a testa in giù. Di bullismo torneremo a parlare, la sensibilizzazione parte anche dal rompere i silenzi, far arrivare la voce dove ci sono muri. L’importante è cominciare. Il primo passo. E con Monica lo abbiamo fatto qui in questo mio piccolo spazio. Grazie di aver condiviso questo importante traguardo.

Monica: Grazie a te. A presto!

 

Due chiacchiere con Maristella Occhionero

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Oggi ho il piacere di presentarvi Maristella Occhionero. Un’ altra Donna che ha aperto il cassetto dei sogni e ne è uscita una casa editrice.

Samantha: Buongiorno Maristella. Grazie per essere qui con noi.

Maristella: Buongiorno a voi.

Samantha: Se ti dovessi definire in una frase chi sarebbe Maristella?

Maristella: Una giovane donna appassionata di scrittura e di lettura.

Samantha: Cosa ti ha avvicinato alle parole?

Maristella: Sono sempre state lì, dai vari diari segreti di quando ero bambina fino ad arrivare a quattordici anni e al primo racconto. Da lì ne sono venuti molti altri e diverse poesie.

Samantha: Cos’è per te scrivere?

Maristella: Una sorta di psicoterapia. Mi libera dai brutti pensieri e mi permette di comunicare qualcosa che a voce non riuscirei a direi.

Samantha: Com’è nata l’idea di fondare una casa editrice?

Maristella: E’ nata piano piano. Inizialmente mi sono concentrata sul tentativo di provare a lavorare nel settore. Ho iniziato a collaborare con l’agenzia letteraria Bottega Editoriale. Poi, però, è diventato sempre più forte il desiderio di creare qualcosa di mio.

Samantha: Cosa ti ha spinto a farlo?

Maristella: Al momento attuale penso sia meglio crearlo il lavoro e concentrarsi su cosa ci appassiona per dare il massimo

Samantha: E’ bello creare qualcosa che realizzi le nostre passioni.

Maristella: Sì.

Samantha: Come si chiama la tua casa editrice?

Maristella: La Ruota edizioni.

Samantha: Da dove nasce il nome?

Maristella: L’idea di chiamare la casa editrice La Ruota è stata del mio compagno. In realtà il significato è ironico e si riferisce in modo scherzoso al fatto che, quando nasce un’idea, si dice che nel cervello si è svegliato il criceto sulla ruota.

Samantha: Divertente quest’immagine!

Maristella: Sì.

Samantha: Il primo libro in uscita con la Ruota edizioni è una raccolta di poesie di Maria Fusetti. Perché un libro di poesia?

Maristella: Sono appassionata di poesia e di haiku. Il mio compagno nonché collaboratore Antonio Contoli scrive poesie e ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti. Questo mi ha fatto capire che esistono ancora gli appassionati del genere. La poesia è un’espressione dell’anima.

Samantha: La poesia è un modo di sentire, di percepire il nostro dentro e quello che ci circonda.

Maristella: Forse non andrà più di moda, ma non potevo esimermi dal creare una collana dedicata esclusivamente alla poesia per la bellezza che essa riesce a creare.

Samantha: Che rapporto hai avuto con l’autrice?

Maristella: Con Maria il rapporto è molto bello. Lei è una scrittrice giovanissima e le sue poesie sono allo stesso tempo intense e delicate. Mi è piaciuto confrontarmi con lei perché ha sempre accettato i miei consigli senza nessun tipo di arroganza che, invece, alcuni scrittori hanno. Ho pensato che fosse giusto darle quest’opportunità.

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Samantha: Emozionata per questa prima uscita?

Maristella: Molto! Non vedo l’ora di avere il testo tra le mani!

Samantha: Hai dei collaboratori?

Maristella: C’è il mio compagno Antonio Contoli che mi ha supportata in tutto. Dall’inizio di questa avventura ad ora. Sono affiancata anche dai membri del Comitato di valutazione prime opere che sono i lettori volontari che mi aiutano con i loro giudizi nella scelta dei testi da pubblicare. Sono davvero molto precisi e professionali e io non smetterò mai di ringraziarli abbastanza per il loro aiuto!

Samantha: Hai altri testi in valutazione?

Maristella: Sì.

Samantha: Quali sono i vostri criteri di valutazione?

Maristella: I criteri sono diversi. Un testo per essere scelto deve tenere alta la tensione narrativa (per quanto riguarda i romanzi), deve esser scritto con un linguaggio fluido, scorrevole e il più possibile corretto. Un testo che fa piacere leggere. Non pubblichiamo tutto indiscriminatamente.

Samantha: Avete altri testi pronti per la pubblicazione?

Maristella: Sì, altri tre testi sono stati scelti.

Samantha: Quali sono?

Maristella: Il secondo in ordine di uscita sarà un testo per ragazzi della scrittrice Monica Giuffrida dal titolo Manuel a testa in giù. Questo libro affronta in modo ironico e pungente un tema spinoso come quello del bullismo. Si tratta di una lettura originale adatta sia ai giovani che a i meno giovani.

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Samantha: E con l’anno nuovo?

Maristella: Intorno a Gennaio, invece, uscirà il nostro primo testo fantasy di Yasodhara Leandri dal titolo La custode.

Samantha: Di cosa parla?

Maristella: Il libro tratta del bene e del male in un modo del tutto originale, ricco di colpi di scena e di scoperte. La protagonista (una giovane adolescente) farà luce sulle sue origini e su ciò che si cela dietro la realtà di tutti i giorni. Intorno a Febbraio, invece, abbiamo in programmazione un altro fantasy di Sabrina Cospetti dal titolo Black Wings. Il richiamo delle tenebre. In questo caso si tratta di un testo dai toni più dark e oscuri che ci porterà nella lotta tra angeli e demoni.

Samantha: Un libro a cui sei legata.

Maristella: In realtà sono due: La casa degli spiriti di Isabel Allende (in realtà adoro tutti i suoi libri) e Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons.

Samantha: L’ultimo libro che hai letto.

Maristella: Al momento sto leggendo l’ultimo dell’Allende, L’amante giapponese.

Samantha: E quello che hai sul comodino da così tanto tempo che tutte le volte dici: Ora lo leggo, ma è sempre in coda.

Maristella: C’è La vergine azzurra di Tracy Chevalier che mi hanno regalato tempo fa, ma che non riesco ancora ad iniziare.

Samantha: Hai un sogno? Quello per cui saresti disposta a tutto?

Maristella: Il mio sogno al momento è quello di vedere questi libri diventare realtà, non riesco a pensare ad altro!

Grazie Maristella per averci aperto le porte del tuo sogno. La Ruota Edizioni la trovate  anche qui. In bocca al lupo a te e al tuo staff.