Due chiacchiere con Monica Giuffrida

manuel

Oggi ho il piacere di ospitare nel mio piccolo salottino Monica Giuffrida, autrice di Manuel a testa in giù, La Ruota edizioni. Un libro che parla di ragazzi e di bullismo. Molto significative e importanti le parole di Monica rilasciate in questo breve articolo dal titolo BULLISMO, OCCORRE PARLARNE.:

Il bullismo non è una moda, e non è di moda. Il bullismo è prevaricare, offendere, sminuire l’altro, in maniera intenzionale e ripetuta. Un atto di vigliaccheria travestito da qualcosa d’altro. E di bullismo si muore. Succede, è successo. Tanti, troppi episodi che ci lasciano sgomenti, spaesati, ma non devono lasciarci muti.

Bisogna parlare e tanto, far partire e ripartire il dialogo anche quando costa fatica, riempire i vuoti e i silenzi con le parole.

E poi naturalmente captare i segnali di disagio, diventare abili lettori tra le righe, comprendere comportamenti e manifestazioni emotive spesso non lampanti. Un discorso che vale tanto per i genitori quanto per gli educatori. Il bullismo a scuola esiste, è un fenomeno costante, che resiste a sporadiche campagne di sensibilizzazione. Il bisogno di farsi accettare, diventare parte di qualcosa, essere riconosciuti come membri di un gruppo, è un bisogno continuo, incessante. Ed è proprio in questa affannosa ricerca di piacere agli altri che si annidano i pericoli di essere presi di mira, scartati, isolati. O al contrario di trasformarsi in carnefici alle spese di un altro ritenuto più debole. I bulli si sentono i migliori, i più furbi, i più forti. Si accaniscono contro chi è diverso da loro per modo di vestire, di parlare, di essere. Non c’è un identikit preciso. Chiunque può diventare una vittima!

Popolari contro “sfigati”, bulli contro vittime. Non è facile ribellarsi alle prepotenze, si ha paura e vergogna. Ma qui entrano in gioco gli altri. Gli insegnanti, i genitori, e soprattutto i compagni di scuola, gli amici. Si può intervenire in diversi modi, non fornendo ad esempio un pubblico al bullo, dando sostegno a chi subisce le angherie, denunciando. Non è facile certo.  Ma i bambini e i ragazzi hanno spesso un senso della giustizia più marcato del nostro. Decidere di non fare nulla è già scegliere di stare dalla parte sbagliata.”

Monica Giuffrida

Samantha: Chi è Monica? Riusciresti a presentarti in 25 parole?

Monica: Ci provo! Ho 43 anni, milanese per caso, sangue e cuore siciliani. Sposata, due figli e una pelosetta di nome Esme.  Sensibile, generosa, pensatrice libera, emotiva, impetuosa. Ho sforato?

Samantha: Non ce ne siamo accorti!

Monica: Menomale.

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Samantha: Com’è nata la passione per le parole?

Monica: Diciamo che è nata insieme a me. Ho iniziato a scrivere poesie a 7 anni. Poi mi sono innamorata dei libri, delle storie, dei luoghi dove riuscivano a trasportarmi.

Samantha: I tuoi studi hanno influenzato le tue scelte?

Monica: Mi sono laureata in storia medievale-moderna, ho lavorato come giornalista, sono iscritta all’albo e ho una grande passione per la letteratura, ma da piccola sognavo di fare il giudice minorile. Posso dire che amando i bambini, ho sempre puntato l’ago della mia vita verso il  rispetto dei loro diritti, il loro benessere, la loro felicità.

Samantha: Cosa rappresenta questo libro?

Monica: Questo libro rappresenta un traguardo importante. Ci sono stati altri libri in questi anni e ogni storia, ogni personaggio che è nato nella mia testa e si è fatto raccontare dalla mia penna è un pezzo della mia vita a cui tengo molto. Ma questo romanzo è qualcosa che sentivo dentro da tanto tempo e scriverlo mi ha regalato delle emozioni indescrivibili.

Samantha: Come mai hai trattato un tema così delicato come il bullismo?

Monica: Il bullismo è purtroppo un tema sempre attuale, un fenomeno a cui anni fa’ forse non si dava uno specifico nome, liquidandolo forse con troppa facilità. Oggi per fortuna se ne parla, anche se, a mio modo di vedere, non abbastanza.

Samantha: Cosa ti ha ispirato?

Monica: Un episodio di bullismo accaduto nella scuola elementare di mio figlio diversi anni fa’. Bambini di 9/10 anni, capaci già di pensare e portare avanti tutta una serie di comportamenti vessatori nei confronti di un altro bambino. Questa cosa mi aveva sconvolto.

Samantha: Se lo dovessi definire in tre parole quale useresti?

Monica: Tenero, ironico, coraggioso.

Samantha: Preferisci la neve e il camino o il mare?

Monica: Senza dubbio il mare.

Samantha: I tuoi progetti.

Monica: Sto scrivendo un romanzo fantasy, genere nuovo per me, dove riesco a dare libero sfogo alla mia immaginazione sempre in fermento. Sto inoltre lavorando ad un romanzo incentrato sul tema dei migranti, ispirato dalla mia esperienza come insegnante volontaria di italiano per stranieri.

Samantha: Chi ha curato la grafica della copertina?

Monica: Le illustrazioni, copertina e quelle presenti all’interno del libro sono realizzate da un mio carissimo amico, Mario Mielati. La grafica è curata da Paola Catozza della Ruota Edizioni.

Samantha: Parlaci dei tuoi sogni: quelli che hai nel cassetto e quelli che hai realizzato.

Monica: Partiamo da quelli realizzati. Diventare un’autrice di libri per ragazzi. Adottare un cane in difficoltà, Esmeralda, detta Esme. Scrivere un racconto a lei dedicato “Tra un bau ed un miao”, in favore dei cani e dei gatti chiusi nelle perreras spagnole. Fare volontariato. Imparare l’arte della fotografia e quella di cucinare piatti esotici. E altro ancora.

esme

Sogni nel cassetto, troppi, non ci stanno tutti. Scrivere un best seller, abitare in una casa con orto vista mare, aprire un ristorante multietnico con angolo lettura, abbracciare un koala durante il mio giro del mondo… e altro ancora.

I sogni di Monica ci hanno conquistato come spero vi conquisterà Manuel a testa in giù. Di bullismo torneremo a parlare, la sensibilizzazione parte anche dal rompere i silenzi, far arrivare la voce dove ci sono muri. L’importante è cominciare. Il primo passo. E con Monica lo abbiamo fatto qui in questo mio piccolo spazio. Grazie di aver condiviso questo importante traguardo.

Monica: Grazie a te. A presto!