Due chiacchiere color del cielo con Tatiana Martino

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Bentornati dalle vacanze. Periodo magico quello del Natale e sull’onda ancora del luccichio delle lucine dell’albero e dei piccoli lavoretti dei bambini, ho il piacere oggi di ospitare nel mio piccolo angolo una donna che è anche una grande creatrice. Tatiana Martino.

Samantha: Benvenuta cara.

Tatiana: Grazie.

Samantha: Le feste sono finite e lo dico già con una punta di nostalgia.

Tatiana: E’ vero.

Samantha: Essere donna, mamma e artista cosa significa per te?

Tatiana: Non vedo separazione tra loro, tutte e tre creano. Ogni donna è una creatrice: è un’artista, che faccia arte nel senso proprio del termine o meno; è una madre in potenza, che abbia figli naturali o meno o non ne abbia affatto. Per me significa esprimere le mie potenzialità in toto, mi fa sentire completa e piena, e questo mi dà profonda gioia.

 Samantha: Qual è il tratto principale del tuo carattere?

Tatiana: Uno psicologo direbbe che, il mio, è un carattere con una spiccata propensione alla fantasia, quindi con marcati tratti infantili e narcisisti. Molti mi hanno detto che è la calma, altri la presunzione. Da parte mia spero sia una grande autoironia così da poter accettare i giudizi di tutti!

 Samantha: Se fossi un colore quale saresti?

Tatiana: Senza alcun dubbio, il celeste cielo! Ma chiaro e trasparente, senza una nuvola, senza vento, quello delle mattine di fine autunno: troppo tiepido per dirsi freddo e troppo fresco per dirsi caldo. La pista ideale di volo per gli scriccioli. Un colore bambino, sfuggente eppure così ben definito…

 Samantha: Il tuo principale difetto?

Tatiana: Principale non lo so, di sicuro quello che odio di più: sono insicura. Ma tanto.

 Samantha: Il tuo dolce preferito.

Tatiana: La crema catalana!

 Samantha: Com’è nato l’amore per il disegno?

Tatiana: Ricordo di aver sempre disegnato, è una cosa che mi viene naturale e che percepisco come un bisogno. Io devo disegnare, se non lo faccio mi sento male. Mia madre racconta che, quando ero piccola, appena finivo di pranzare o cenare prendevo il blocchettino da disegno e mi mettevo a disegnare. Scarabocchiavo ovunque, anche sulle piastrelle della cucina. Credo che però l’amore, quello vero, sia nato come una storia d’amore classica, di quelle contrastate. E’ esploso quando me l’hanno, in un certo senso, vietato impedendomi di frequentare il liceo artistico. Così ho imparato tutto quello che so da mio padre che insegnava Arte…

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Samantha: C’è una parola che nei momenti tristi ti aiuta?

Tatiana: Resilienza! Mi piace. E mi veste a pennello. E’ un termine che la psicologia ruba alla metallurgia, indica la capacità di un metallo di resistere alle forze che gli vengono applicate. In psicologia, per traslato, è la capacità che ha una persona di autoripararsi dopo un danno, di re-sistere, di esistere ancora e ancora. E’ una capacità tipica dei bambini e me la tengo stretta.

 Samantha: Il ricordo di cui non vorresti mai separartene?

Tatiana: Non sono una sentimentale, lascio andare. Non sono il tipo di persona che sentirai mai dire “ti ricordi quando…”, e mi dà noia quando lo fanno gli altri. Il passato è passato. Porto con me solo il bene che mi hanno voluto e il bene che ho voluto alle persone care.

Samantha: Tutti noi abbiamo una favola. Se potessi entrare nella tua favola preferita cambieresti qualcosa?

Tatiana: Oh, sì. Cambio sempre qualcosa, ogni volta che la rileggo. Cambio io, cambiano i personaggi, solo il canovaccio sembra lo stesso eppure anche lui subisce mutazioni. La lettura deve essere sempre sovra-, meta- e para- testuale, altrimenti è sterile, non produce niente, non crea…

Samantha: Ti sei mai svegliata e invece dei vestiti avresti voluto una super tuta da eroina?

 Tatiana: Non una tuta da supereroe, ma un cappello e una scopa da strega, non mi è mai interessato salvare gli altri, non mi piacciono le persone.

Samantha: Perché?

Tatiana: Mi attira, invece, l’idea di vivere in isolamento nel folto di un bosco, in compagnia solo di animali e incantesimi. Conoscenza ed empatia primitiva con le forze della natura e i suoi abitanti. Lontananza dal chiacchiericcio e dal rumore, dalle miserie umane e dalla meschinità. Un mondo da favola.

 Samantha: Quale momento del giorno preferisci?

Tatiana: I due crepuscoli. Momenti in limine, durante i quali si sta in bilico tra due mondi, l’umano e il sovraumano, e tutto sembra immobile e incantato.

Samantha: I tuoi attuali progetti.

Tatiana: Finire di illustrare e trovare un editore, per “Le lenti blu” di Daphne du Maurier. La storia è stata messa in versi dal bravissimo illustratore e autore genovese Gino Andrea Carosini (http://ginocarosini.jimdo.com/), che mi ha dato l’opportunità di collaborare con lui. E poi, ho da terminare un libricino che mi porto dietro da tanto, un piccolo progetto illustrato sulla stregoneria del quale non parlo per scaramanzia…

Samantha: Fai bene anche io sono scaramantica.

Tatiana: Sono in buona compagnia allora!

Samantha: Il tuo sogno per il quale saresti disposta a tutto. Quello che ti riempie gli occhi e il cuore tutte le volte che lo immagini.

Tatiana: Si è avverato già! Avere una famiglia tutta mia, con un marito che mi adora e un figlio meraviglioso, amici veri, due gatti, una casetta tutta nostra e tempo per disegnare le mie storie.

E quando i sogni sono già così veri e si possono stringere non possiamo far altro che partecipare a questa gioia. Un sogno vale mille sacrifici, vale la salita, ma la cima una volta raggiunta va custodita e Tatiana sarà una custode d’eccellenza. Continueremo a seguirti e a sognare insieme ai tuoi disegni. Grazie di essere stata con noi.

Tatiana: Grazie a te e… a presto.

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