Nugae- Marika Addolorata Carolla

NUGAE. Suono dolce. Nugae suono che si allunga come un filo che tiene unite due parti diverse. Semplicemente Nugae.

Ma cosa sono? Francesco Petrarca nel suo Canzoniere le cita, quei “Rerum vulgarium fragmenta” che non a caso l’autore definisce catulliamente come nugae, bagatelle. Marziale ci aveva già portato tra le difficiles nugae, ma noi non siamo qui a definire, bensì per entrare in un viaggio. Un’intima connessione tra tempo, animo, amore e rinascita.

Perché ogni libro, ogni silloge rappresenta un percorso. Una via ricurva che si trattiene come un respiro. E la giovane autrice, Marika Addolorata Carolla, prende un respiro più lungo. Vuole portarci nel suo viaggio utilizzando i suoi strumenti. Le sue parole. La sua esperienza. Il suo senso di giustizia. È possibile essere giovani e scrivere poesia? È una generazione frammentata. Si spacca, si sbriciola. Ha bisogni di parole per ricucire gli strappi.

La poesia è una forma di digestione della realtà. Si fagocita l’intorno per portarlo fuori masticato o vomitato che sia. La realtà può essere uno schiaffo crudo. Non si insegna niente, si dilata un pensiero intimo che si traduce in versi. Marika è testimone di emozioni.

Mare

I polmoni continuano

a riempirsi d’acqua,

cado giù

sempre più giù.

Accade poi il miracolo

ritorno su

le braccia lontano:

riscopro la vita.

( Nugae, Aletti Editore, 2017)

Giulia Mastrantoni, nella prefazione aveva sottolineato con questa frase la valenza dell’opera:

“È un amore che viene negato ripetutamente, ma non per questo meno desiderato”. E tutta la silloge indaga questo sentimento tormentato. Chi non ha mai amato? L’amore non come contratto. O rassicurazione. L’amore è altro. È guardarsi allo specchio e accarezzare le proprie cicatrici.

“Nulla ho cercato all’improvviso tutto è accaduto”. Scrive l’autrice.

È proprio così.

Tempus fugit, dicevano i latino. Ed è il tempo che ci porta a spalancare l’ultima porta della silloge. Un tempo che è come il vento, un soffio sul pensiero. Il tempo corre per chi lo lascia correre. Per chi non ha voglia di inseguirlo. Il tempo ci permette di crescere, ribellarci, di sconfiggere l’apatia del sonno moderno. Di far entrare la luce nel baratro. Ci permette di guarire. Di continuare a sognare.

I sogni sono come le stelle, li vedi al bui, quando tutto tace”. (Samantha Terrasi)

Grazie Marika per queste nugae dal suono dolce e dalla testimonianza forte come il tuo territorio.

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