L’undicesima Porta-Rossella Cirigliano

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Siamo così sicuri che i fantasmi non esistono? Che tra noi in qualche posto che frequentiamo non ci siano anime che cercano solo un po’ di compagnia? Rossella Cirigliano ci crede nei fantasmi ed è proprio un anima di duemila anni prima ad animare Porta Gaia, una delle porti di Roma. Ma il romanzo L’Undicesima Porta, 96, rue de-La-Fontaine Edizioni che si lascia scorrere avventura dopo avventura, è un giallo. E cosa ci fa un fantasma in un giallo?

L’arte è il punto di forza di questa narrazione perché ci troviamo di fronte a una vera e propria esplosione di quadri, romanità, bellezza. Ma oltre all’arte che mette in vista i suoi temi anche l’animo umano si toglie le maschere. Oltre a farsi leggere perché i gialli sono la miglior droga per menti curiosi, il romanzo si dispiega tra i tanti temi che vestono i personaggi. L’invidia, la bellezza corporea, l’arrivismo, la solitudine, la condizione umana, la negligenza, l’odio.

L’invidia una brutta bestia, aveva commentato tra sé evitando di mettersi a discutere sul posto di lavoro. La storia del cascamorto, tuttavia, le aveva messo lì per lì, un po’ d’ansia ma poi si era convinta che non sarebbe potuto essere vero. Che pettegole! Si era arrovellata Nina, orgogliosa e insicura al tempo stesso.”

Sabrina Carletti sente un formicolio e si trova un fantasma piangente davanti. È l’inizio della narrazione che ci porterà poi a tre apparenti suicidi. Il commissario Zeno Riga, che non poteva chiamarsi in nessun altro modo e il vice Valerio Silvestri, completano la squadra.

Il racconto di Lucio, il fantasma, e del suo amore è il filo rosso della narrazione. L’amore provato, cercato e poi perduto per cui la sofferenza può trasformarsi in una prigione lunga millenni. È un sogno infranto che si sposa poi con tutti i personaggi. Ognuno di loro si porta una crepa nel cuore, nel loro modo di gestire gli affetti e il mondo intorno. Anche la stessa Sabrina disincantata e troppo cinica si rifugia in battute acide lasciando l’amore fuori dalla porta. La condizione della donna uno scalino di una lunga scala di argomenti che fanno entrare i lettori all’interno della storia. Dona come fragilità e come sogni. Un po’ come i fantasmi, sono incorporei e sembrano svanire quando vorresti solo abbracciarli.

Nina farà la fine di sua madre se nessuno la aiuterà. Che peccato che una bimba tanto bella debba viver così. Da quando il padre se ne è andato di casa, senza lasciare traccia, la madre è diventata uno zombie; sempre ubriaca e completamente fuori di sé, non ne poteva più delle chiacchiere della gente.”

E il colpo di scena non manca. I tre suicidi diventano tre omicidi e la pista si riapre. Chi avrebbe voluto la morte di Romolo, Paolo e Franco? Si riapriranno le indagini e quale sarà il ruolo di Lucio, il fantasma e di Sabrina?

Il giallo diventa denso e comincia la rincorsa alle pagine per scoprire cosa ha mosso la mano quasi invisibile dell’assassino. E la fine lascerà tutti a bocca aperta.

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