L’erba di Serena

 

Era sempre la stessa porta che si chiudeva. Doveva aspettare un’altra settimana, forse di più. Si sforzava di sorridere e di dire che andava tutto bene, ma non era così. Aveva fatto una serie di scelte che si erano rivelate sbagliate. E ora si trascinava le conseguenze come fossero capelli da tagliare, ma non aveva il coraggio di andare al parrucchiere. Per questo si lamentava di tutto con tutti. La televisione, il caldo, il freddo, le mezze stagioni, la pioggia, la ciccia, il cibo.

Vedeva negli altri tutto quello che le mancava e che non avrebbe mai avuto. Invece di rimboccarsi le maniche, criticava.

-L’erba del vicino è sempre più verde.

-Serena cara, ma ripeti sempre la stessa storia.

-E’ la verità. Guarda Ninetta, sposata con due figli. Il marito le fa tutto in casa, i figli sono dei geni a scuola. Lei è anche bella.

-Ma sei fissata che gli altri siano meglio di te.

-Francesca, prendi Francesca. Ha fatto quello che voleva fino a venticinque anni poi ha deciso di sposare un pilota per fare un buon divorzio e girare il mondo. E ora vive a NY, pronta per trasferirsi ai Caraibi.

-Ma che esempio di felicità è?

-Una che ha realizzato un sogno. L’erba del vicino è sempre più verde.

-Solo nel tuo cervello. Sai ti confido un segreto.

-Dimmi.

-Il prato del vicino in fondo è giallo.

-Giallo?

-Quel bel verde brillante, è solo vernice.

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