Parole da mordere

 

 

 

Parole.

Le mangio,

le mastico,

le tengo strette tra i denti.

Ferme.

Immobili.

Cariche di gusto e significato.

Parole piene.

In attesa di essere ingoiate,

investite, digerite.

Parole da distillare.

Essenze profumate di cannella al rosmarino.

Cioccolato alle virgole.

Muffin di dubbi sospesi.

Banchetti ancora da imbastire su tovaglie di porcellana.

Parole.

Che si mescolano come la più antica delle ricette.

Pentole di frasi da assaggiare.

Giro di sillabe sconnesse.

Ribollii di lettere che vengono fuori.

Parole.

Mi ubriaco di pensieri.

Parole.

Storditemi,

saziatemi.

Parole ferme sulle labbra.

Parole da mordere.

Il tempo uno strano ticchettio o …?

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In occasione dell’uscita della nuova antologia Fermarti Non posso  firmata l’Erudita- Perrone, vi lascio ticchettare come farebbe il tempo dentro gli ingranaggi di un vecchio orologio, nella musica di due poesie. Il tempo ha uno strano percorso se ascoltato. Ho il piacere di ospitare Francesco Azzirri, la sua poesia e la mia.

Che anni mai sono?

Fisso e ritrovo

lo sguardo.

Mi accordo, là sotto,

a un trattenuto busto.

Una dozzina di pollici

cristalli a due strati

e a pochi centimetri

“oppure a due passi?”

(passasse un folletto …

di qui, per lo schermo,

che pulsa appannando

del chiaro).

Da dove origlio

la strada è a due sensi

e senza sfondo.

Del suono il rientro

ovattato dai muri

è filtrato.

Che anni mai sono?

O saranno?

Che ore mai sono?

(Francesco Azzirri)

E il suo tempo lascia il posto anche al mio tempo.

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Nuovo Giorno

Diventerai pianta

per ogni delusione provata.

Seme

per ogni sogno incatenato.

Diventerai fiore

per ogni speranza calpestata.

Nuovo giorno

per ogni uomo caduto.

Diventerai occhio

per ogni finestra sul futuro

che si spalancherà.

Sarai tempo

per sbocciare,

crescere,

sfiorire.

La tua vita

sarà un’onda

fatti da minuti

di sale.

(Samantha Terrasi)

Concorso Nazionale Poetamare- Menzione speciale

Quando la poesia si veste di emozioni, quando la poesia è emozione. Il viaggio, quello delle parole e del sentire, che compie lunghe e tortuose vie.

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Il sole prima dell’alba

Diapositive bianco e nero

di un sogno sgangherato

tenute insieme

da un viaggio

di filo spinato.

Certezze e illusioni

come città.

Frammenti di gente

si rincorrono

come giorni

si stendono

come onde

prima del naufragio.

Rigata di rughe

tieni la mia mano,

mi hai trascinata

in questo viaggio

di vecchi stanchi

mentre il sole

sorge prima dell’alba.

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