Ancora una volta

Sei il pianeta lontano,

la strada dietro l’angolo.

Sei pelle che trasuda attese.

Oblio e carboni ardenti.

Sudore amaro

travestito da fuga.

Sei un’ illusione.

Un clandestino senza volto.

Un desiderio annodato.

Sei una speranza ritorta.

Stesso letto.

Stessi alibi.

Stessi furiosi orgasmi

come leoni in gabbia.

Ancora.

Ancora una volta.

Furtivi scivoliamo altrove

come una lacrima

sul volto sbagliato.

Ancora una volta.

Parole da mordere

 

 

 

Parole.

Le mangio,

le mastico,

le tengo strette tra i denti.

Ferme.

Immobili.

Cariche di gusto e significato.

Parole piene.

In attesa di essere ingoiate,

investite, digerite.

Parole da distillare.

Essenze profumate di cannella al rosmarino.

Cioccolato alle virgole.

Muffin di dubbi sospesi.

Banchetti ancora da imbastire su tovaglie di porcellana.

Parole.

Che si mescolano come la più antica delle ricette.

Pentole di frasi da assaggiare.

Giro di sillabe sconnesse.

Ribollii di lettere che vengono fuori.

Parole.

Mi ubriaco di pensieri.

Parole.

Storditemi,

saziatemi.

Parole ferme sulle labbra.

Parole da mordere.

Il tempo uno strano ticchettio o …?

388815

In occasione dell’uscita della nuova antologia Fermarti Non posso  firmata l’Erudita- Perrone, vi lascio ticchettare come farebbe il tempo dentro gli ingranaggi di un vecchio orologio, nella musica di due poesie. Il tempo ha uno strano percorso se ascoltato. Ho il piacere di ospitare Francesco Azzirri, la sua poesia e la mia.

Che anni mai sono?

Fisso e ritrovo

lo sguardo.

Mi accordo, là sotto,

a un trattenuto busto.

Una dozzina di pollici

cristalli a due strati

e a pochi centimetri

“oppure a due passi?”

(passasse un folletto …

di qui, per lo schermo,

che pulsa appannando

del chiaro).

Da dove origlio

la strada è a due sensi

e senza sfondo.

Del suono il rientro

ovattato dai muri

è filtrato.

Che anni mai sono?

O saranno?

Che ore mai sono?

(Francesco Azzirri)

E il suo tempo lascia il posto anche al mio tempo.

e2d3011b-fd85-4223-812a-8e149f1f9171

Nuovo Giorno

Diventerai pianta

per ogni delusione provata.

Seme

per ogni sogno incatenato.

Diventerai fiore

per ogni speranza calpestata.

Nuovo giorno

per ogni uomo caduto.

Diventerai occhio

per ogni finestra sul futuro

che si spalancherà.

Sarai tempo

per sbocciare,

crescere,

sfiorire.

La tua vita

sarà un’onda

fatti da minuti

di sale.

(Samantha Terrasi)