Graffi(a)ti, mostra di Franco Durelli


Graffi(a)ti la mostra personale di Franco Durelli nell’incantevole cornice del Museo Crocetti dal 3 al 12 Ottobre. Museo che accoglie le opere in bronzo dell’omonimo artista. Figure piene, busti, volti. L’esplosione del movimento che parte dai capelli. Acconciature abbozzate, pettinate dal vento o chignon di ballerine in posa. Donne dal volto che esprimono una quotidianità scivolosa.

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E quando il vorticoso mondo delle statue finisce nella saletta al piano terra, si apre accompagnata da una locandina “ graffiante”, la mostra di Franco. Artista che ha saputo cogliere nella sua carriera gli stimoli interiori ed esteriori e mescolarli insieme ai colori. Una mostra è sempre un percorso, qualcuno parla di viaggio. È in primis quello che l’artista compie con la sua particolare “arte”. Ma l’arte qualunque essa sia è un ballo, una danza che parte da un tormento interiore. Una travagliata mancanza che convoglia aspettative e speranze verso un mondo la cui attesa è negligente, non certo paziente ma a tratti cortese.

Franco Durelli ci mostra una parte del suo percorso “di pancia” come lo definisce lui. Dopo un figurismo simbolico in bianco e nero dove le sue donne erano cariche di illusioni in contrasto, lo ritroviamo paesaggista con una dolce mano che riprende il colore. L’astrattismo è quasi un passaggio, una forma di evoluzione interiore. Una forma che concretizza i suoi passaggi.

La mostra Graffi(a)ti con queste due pance che racchiudono una a in mezzo alla parola. E’ un recinto che ne fa di una lettera solitaria, un’isola di pienezza e significato. Le parole possono cambiare suono e significato come i colori mescolati insieme.

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Rulli, colori e una carta ruvida che trattiene o sputa fuori. La carta paglia. Un ricordo di quando ero bambina, mia nonna palermitana friggeva le sue melanzane e le adagiava proprio in quei preziosi fogli di carta. Ecco che una mostra solletica anche il palato o i sensi di un’infanzia lontana.

I quadri cingono le pareti come un anello al dito. Sono diversi, ognuno ci legge qualcosa di diverso. L’impressione è quello di calarsi in un primavera “sveviana” con un bianco e nero che lascia una profondità. Un solco nella terra per imbatterci poi nel quadro successivo. Un animale quasi mitologico che sembra avere ali per spiccare un volo in un mondo fantastico.

Il graffio è la percezione di un senso che accarezza il quadro o lo incide profondamente. Non si può pensare di non essere attraversati e di immaginare che qualcosa in rilievo, come la superficie di uno squarcio, nasconda sistemi profondi e travagliati. È una nuova arte, un vestito che Franco Durelli sa calzare in un modo nuovo regalandoci qualcosa di prezioso.

Le sue opere sono da vedere da vicino. Da lontano perché qualche figura si nasconde nel troppo vicino. La barca in un mare celeste si è trasforma in uno sbuffo di nuvola nel cielo e due scontri di colore rosso in navi di migranti che collidono in una guerra senza fine.

Gli occhi però finiscono su una sagoma di colore rosso. Una figura di donna, una sottile creatura dei boschi uscita da una nebbiolina di colore o una lacrima che fuoriesce. Mi piace pensarla come una donna che emerge, come l’arte dalle mani del suo creatore. Sa graffiare e incidere.

La cruda irriverenza di uno sguardo altrove.

30 anni senza Elsa, blog tour- Il mondo di Arturo

Elsa Morante

Il mondo di Arturo

La prima volta che mi sono avvicinata a L’isola di Arturo di Elsa Morante avevo dodici anni. Il ricordo di Arturo, ragazzino che vuole crescere, vuole inseguire il sogno di viaggiare con il padre è stato il fulcro della lettura. A distanza di molti anni l’ho voluto riprendere. Rileggerlo è stata un’emozione diversa dal ricordo che avevo. Arturo è un adolescente. Diverso da quelli che si vedono oggi, diverso forse nel modo di vestire, ma non  nel modo in cui si relaziona con la realtà. Gli adolescenti spesso scelgono di nascondersi, di rintanarsi dentro i loro perimetri e il mondo di Arturo è un mondo circolare.

Nasce a Procida e da subito l’isola rappresenta i perimetri esterni di un mondo scandito dai viaggi di un padre spesso assente. Arturo fantastica su questi viaggi. L’isola rappresenta quindi uno spazio geografico chiuso, una madre fatta di terra e roccia.  L’isola è la spiaggetta dalla forma triangolare dov’è attraccata la Torpediniera delle Antille, la barca di Arturo. L’isola si condensa nel Castello Gerace, chiamato così perché costruito sull’alto di un monticello, in mezzo ad un terreno incolto. Ma se l’isola rappresenta l’intorno di Arturo, il suo corpo rappresenta i confini interni. Tutto passa attraverso la percezione che ha di sé “bei capelli mori, che tagliava solo  per non sembrare una ragazza, sempre spettinati e d’estate addirittura incrostati di sale.” Il suo  corpo però è un limite ai suoi sogni.

Arturo vuole seguire suo padre, ma ha ancora quattordici anni. La figura del padre si trasforma.Gli adolescenti si identificano con una figura e il padre di Arturo, prende sempre di più le sembianze di un mito, un dio quasi irraggiungibile. Più terrena è invece la figura di Silvestro che si è occupato di lui dopo la morte della madre e la cagnolina Immacolatella. Loro sono gli affetti, anch’essi delimitano un perimetro circolare. Non c’è spazio per nessun’altro. Arturo cresce indipendente. Un’indipendenza che è fierezza dove l’isola rappresenta l’attesa. Un’attesa che si fa prigione, costretto ad attendere i suoi sedici anni. Un attesa che è ancora favola: finché avesse abitato a Procida, suo padre sarebbe sempre tornato.

La dimensione intima, familiare dello spazio in cui si muove Arturo ne caratterizza le dinamiche. Il suo piccolo mondo interno formato da pensieri che si perdono nello spazio e nel tempo (Arturo è una stella nel cielo boreale, un re dell’antichità), ma proprio questa distanza con i suoi pensieri ne delimita i perimetri intimi e circoscritti. L’arrivo di Nunziatella la sedicenne sposa del padre trasforma di nuovo il suo mondo. Arriva l’adolescenza e Arturo fa fatica a relazionarsi con il mondo interno. Nunziatella non è bella, ma le sue forme in crescita attraggono Arturo che nutre per lei sentimenti contrastanti. Fino a scoprirsi innamorato di lei. Si comincia a delineare una spaccatura nel mondo di Arturo. Nunziatella è devota e non si avvicinerà mai ad Arturo. È fragile e sottomessa. Arturo si rifugia nelle gambe di una giovane isolana. Comincia la sua iniziazione all’età  adulta, ma la vera spaccatura sarà la scoperta dell’omosessualità del padre e dei suoi torbidi viaggi al Penitenziario di Procida. L’amore per Nunziatella, la caduta del mito paterno e l’incontro sessuale con la giovane isolana sanciscono il passaggio dalla fanciullezza a una virilità che spacca in maniera profonda il mondo di Arturo. La frattura finale sarà determinata dalla scelta del padre di allontanarsi senza portarlo con sé. Niente lo lega più all’isola. Il mondo circolare di Arturo ormai è spezzato. Arturo decide di lasciare l’isola, non rappresenta più braccia materne o sogni da bambino. Non è più casa.

 

 

30 anni senza Elsa è un blog tour nato per ricordare la scrittrice Elsa Morante a trent’anni dalla sua scomparsa (25 novembre 1985). L’iniziativa è partita dal blog letterario di Ornella Spagnulo, Cronaca di una vita intima, e si realizza in otto tappe. Ogni blog affronta un diverso argomento: dal mondo di Arturo al rapporto con Pasolini al ladro dei lumi eccetera.

Love

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Quando non mi ascolterai

parlerò al tuo cuore,

nella lingua delle favole.

Quando la notte

sarà così nera,

brillerò

e troverò la tua luce

ad un palmo da me.

Quando non ci saranno

che spine, conflitti

e incomprensioni,

aspetterò che i sogni

tornino a colorare il cielo

come gli aquiloni d’estate.

Tra le migliaia di splendide opere d’arte esposte quest’anno al festival che si è concluso il 7 settembre e aveva come tema “il Carnevale degli Specchi”, solo una ha realmente  catturato l’attenzione della gente: “Love” dello scultore ucraino Alexander Milov. L’opera raffigura due adulti seduti in filo metallico, schiena a schiena, con i loro bambini interiori che cercano di raggiungere l’un l’altro dall’interno, “mostrando un conflitto tra un uomo e una donna, e l’espressione interiore ed esteriore della natura umana. La loro interiorità è rappresentata da bambini trasparenti che cercano di toccarsi attraverso la grata. Al calare della notte i bambini cominciano a brillare. Questo splendore è un simbolo di purezza e sincerità – ha spiegato Milov – che unisce le persone e dà la possibilità di riavvicinarsi quando arriva un periodo buio”.

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Chi è Vanda? MonteGrappa Edizioni

Giunto ormai al suo quarto appuntamento il Troskij Cafè-Noir della MonteGrappa Edizioni è diventato per me più di un concorso. Ho partecipato la prima volta quando il concorso era già al suo secondo appuntamento Dov’è Anna? L’incipit era interessante e così mi sono detta perchè non provare? Era Luglio ed ero emozionatissima. Il mio primo giallo noir in 18000 battute. Vince questa edizione la bravissima Fabiola Sciarratta. E mi appassiono alla storia di Renzi. Me lo immagino in questo paesino inventato con il vociare delle viuzze e la vista del mare. Il terzo appuntamento Chi ha ucciso Renzi? che si svolge a Gennaio è una vera sfida. In un primo momento non volevo farlo morire, ci si affeziona ai personaggi, ma il colpo di scena viene dalla storia di Cristina Giuntini e si riapre tutto.

Parte il quarto incipit Chi è Vanda? e ho già le idee chiare su come condurre la storia. Con immensa sorpresa il mio racconto è risultato vincitore di questa edizione e il racconto di Fabiola ha la menzione speciale dalla Giuria. Questo è l’incipit del concorso

L’ispettore Michele Letta dopo la figuraccia con il commissario Antonio Renzi che si era finto morto ucciso per testare la sua professionalità investigativa cercava un’occasione per dimostrare a se stesso, ai suoi uomini ed alla popolazione di Castelleone il suo valore di poliziotto.
Purtroppo in quel periodo nel paesino sul mare non succedeva nulla. Era dovuto intervenire soltanto per sedare le intemperanze di qualche ubriaco, o liti tra vicini, oppure discussioni accese tra coniugi.
In paese si parlava di Michele Letta soprattutto per la sua avvenenza; era molto popolare tra le donne del paese. Alto, capigliatura fluente biondo scura, longilineo, di bell’aspetto. Sicuramente piaceva al gentil sesso!
L’ispettore Letta però era un tipo discreto, molto formale nei rapporti con gli agenti che guidava e con la cittadinanza.
Gli piaceva la buona cucina e spesso mangiava nelle varie trattorie del paese o quelle lungo il mare. (continua qui)

Seguite le avventure del commissario di Renzi, continuano.

 

Letti di Notte 20-21 Giugno 2015

 

Anche quest’anno, tra il 20 e il 21 giugno, torna Letti di Notte, un progetto di Letteratura Rinnovabile, che dal 2012 vuole promuovere la letteratura. L’idea parte da un libraio, Patrizio Zurru (Piazza Repubblica libri – oggi Officina dei libri, Cagliari) e da Claudia Tarolo e Marco Zapparoli (Editori Marcos y Marcos), che lancia Letti di Notte, in cui diversi lettori condividono letture e storie in una notte all’insegna delle parole, in oltre 250 luoghi dedicati ai libri in tutta Italia.

Gli scrittori della porta accanto, Il Mondo dello scrittore e Parliamo di libri partecipano con un invito speciale alla lettura non solo di autori derivanti dal Self Publishing ma anche di autori di Case Editrici emergenti o che collaborano tra di loro per arricchire il panorama così vasto di parole e pensieri.

In questo caso, proprio in occasione di  #LaNotteBiancaDegliEbook – Letti di notte, è stata predisposta una lista di oltre 120 titoli , tutti in offerta per questa notte speciale a 0,99€, grazie alla disponibilità e collaborazione di Blog Crossing e delle Case editrici:
Butterfly Edizioni
Edizioni Esordienti E-book
I Sognatori – Factory Editoriale
Lettere Animate
Nativi Digitali Edizioni
Zerounoundici Edizioni 
Sul blog Gli scrittori della porta accanto  la lista completa di case editrici ed ebook in promozione.
Tra tutti vi segnalo
COP.eb_.armonia-di-pietragrigiaArmonia di Pietragrigia di Angelica Elisa Moranelli che a breve sarà nostra ospite nel nostro salottino.

L’OFFERTA È VALIDA SOLO IL 20 I IL 21 GIUGNO.

Evento su Facebook | #LaNotteBiancaDegliEbook