Attimi di noi- dietro le storie

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Nell’ambito della raccolta “Attimi di noi – storie di adolescenti con tumore”, voluta e curata dall’associazione di volontariato Adolescenti e cancro, fondata Maricla Pannocchia, le ho chiesto di scrivere due storie di ragazzi.

 

“Non è stato semplice scegliere due storie, perché ognuna è unica e sono tutte ugualmente importanti. Come dico sempre, la raccolta non sarebbe stata possibile senza ognuno di questi diciannove ragazzi che si sono messi a nudo su carta raccontando le loro esperienze con la malattia e tutto ciò che la circonda, con lo scopo di sensibilizzare le persone sul cancro nell’adolescenza e di aiutare coloro che stanno affrontando un momento difficile per via di una grave malattia o di qualunque altro motivo.

Nella raccolta sono presenti la storia di Shelbée e quella di Alessio. Il motivo di questa scelta è molto semplice: entrambi i ragazzi sono stati con me dall’inizio di Adolescenti e cancro. Io sono una scrittrice emergente e a maggio 2014 ho autopubblicato un romanzo che racconta la storia di due amiche adolescenti, di cui una malata di leucemia; svolgendo le ricerche per il romanzo sono venuta a sapere delle difficoltà e delle sfide degli adolescenti e dei giovani adulti con tumore e di come in Italia si stiano facendo dei passi avanti in questo senso ma la strada sia ancora molto lunga. Allora, ho deciso di provare a fare la mia parte nel migliorare il supporto sociale e le occasioni di confronto fra coetanei accessibili a tutti i ragazzi fra i 13 e i 24 anni che hanno o hanno avuto il cancro, non importa dove abitano, lo stadio della loro malattia o il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati.”

 

“Sapevo che nel Regno Unito la situazione è diversa, ci sono numerose associazioni che si dedicano proprio al supporto degli adolescenti e dei giovani adulti con tumore. Un giorno, poco dopo aver finito la stesura del mio romanzo, mi sono imbattuta nel video di una ragazza inglese nel bel mezzo delle terapie. Questa ragazza era calva e nel bel mezzo delle cure. Il video era in bianco e nero, ma i suoi occhi brillavano di forza, gioia e voglia di vivere. La sua risata era cristallina, come se non avesse alcun problema al mondo. Sono rimasta colpita da quel video e ho contattato la ragazza, Shelbée (in cura per il sarcoma di Ewing, un tipo di tumore alle ossa) via Twitter, chiedendole se potevo intervistarla per il mio blog e lei ha accettato. Nell’estate 2014 ho deciso di realizzare un sito Internet con lo scopo di raggruppare ragazzi e ragazze da tutta Italia che hanno o hanno avuto il cancro e di chiamarlo Adolescenti e cancro; a quel punto ricontattai Shelbée e le chiesi se le andasse di darmi una mano anche prendendo spunto dal supporto disponibile nel Regno Unito. Lei si è messa subito a disposizione, supportandomi specialmente nelle prime fasi. Ci sentivamo via e-mail e potevo scriverle di tutto, dalle cose che andavano bene a quelle che non stavano andando come credevo, potevo sfogarmi liberamente (usando anche qualche parolaccia J) e ogni volta sapevo che avrei ricevuto una risposta totalmente sincera.

Spesso mi diceva: “Vai avanti, sei solo all’inizio, quello che stai facendo è importantissimo”. Siamo rimaste in contatto per tutti questi mesi e a novembre 2015, quando ho accompagnato una delle ragazze supportate dalla mia associazione in Inghilterra per una conferenza dedicata ai giovani con il cancro, ci siamo conosciute di persona e lei e una sua amica parteciperanno all’Adolescenti e cancro Summer Holiday, la vacanza gratuita organizzata dalla mia associazione per quindici giovani che hanno o hanno avuto il cancro, che si terrà ad agosto nella Costa degli Etruschi. E’ passato un anno e mezzo da quando siamo entrate in contatto via Internet, e siamo diventate amiche. Il suo supporto è stato molto importante nei primi tempi di Adolescenti e cancro; a volte le ho chiesto perché abbia fatto tutto questo. La risposta è stata semplice: dare una mano e se la sua storia o la mia associazione potevano fare la differenza anche soltanto nella vita di una persona, allora ne valeva la pena. Visto che le piace condividere la sua storia sperando di aiutare altre persone, ha partecipato alla nostra raccolta “Attimi di noi – storie di adolescenti con tumore”. La sua storia è carica di ottimismo perché scritta da una ragazza molto estroversa, forte e sicura di sé, che ha sempre riso in faccia al cancro. Adesso Shelbée ha ventuno anni ed è in remissione, nonostante qualche mese fa abbia avuto il sospetto di una recidiva ma per fortuna non era così. Quest’amicizia è un esempio di quanto l’associazione mi dia in cambio. Ogni tanto penso che, se non mi fossi imbattuta in quel video, non avrei avuto l’idea di fondare Adolescenti e cancro, e la mia vita non sarebbe cambiata.”

 

E’ un tipo di amicizia diversa rispetto a quelli che puoi avere con coloro che sono al di fuori da “questo mondo”; con lei posso parlare tranquillamente e onestamente, posso essere completamente me stessa e fidarmi al cento per cento.

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“Tornando all’estate 2014, un giorno ricevetti una mail da un ragazzo napoletano di nome Alessio: vent’anni, in cura per un osteosarcoma (un tipo di tumore alle ossa). Mesi prima mi ero imbattuta nel suo blog e lo avevo contattato per chiedergli che cosa ne pensava della mia idea di realizzare un progetto per raggruppare i giovani italiani con il cancro (purtroppo navigando su Internet non ci sono molti video e storie di giovani italiani con il cancro, mentre è pieno di storie e video di giovani stranieri, quindi quando mi sono imbattuta nel blog di Alessio ho colto l’occasione al volo.)

Da quando mi ha risposto alla mail, l’ho sentito piuttosto frequentemente: Alessio era felicissimo della mia idea, mi diceva che c’era bisogno di una cosa del genere aperta a tutti i ragazzi che volevano farne parte e mi ha spronata ad andare avanti. Si è offerto di darmi una mano con la realizzazione del sito perché non facessi tutto da sola, e ha avuto l’idea di creare un gruppo chiuso su Facebook riservato ai ragazzi dell’associazione ed è il gruppo che ancora usiamo per il nostro supporto on-line (insieme al gruppo su whatsapp, gestito direttamente dai ragazzi).

Il supporto di Alessio è stato importantissimo, credeva totalmente in Adolescenti e cancro. Alessio era in cura, e purtroppo la sua situazione è peggiorata. Nel novembre 2014, ho saputo che era in hospice. Una delle ragazze ed io, con il contributo della cugina, gli abbiamo inviato un pacco sorpresa contenente materiale di svago e il modellino di una nave, visto che lui adorava costruire modellini. Abbiamo anche provato a chiamarlo al telefono, ma non ha avuto le forze di rispondere. Alessio è morto nel novembre 2014, a ventuno anni.”

 

“Fra i miei rimpianti rientra sicuramente quello di non avergli telefonato prima, di non aver avuto occasione di conoscerlo di persona; purtroppo il tempo è passato velocemente e onestamente non pensavo che sarebbe morto, e che sarebbe accaduto così in fretta.

Il mio consiglio, per quanto banale possa sembrare, è quello di non rimandare a domani quello che potete dire o fare oggi; dite ai vostri cari che li amate, prendete il telefono e chiamate quell’amico di vecchia data che non sentite più da anni ma con il quale vorreste riallacciare i rapporti… perché a volte le cose prendono un’altra piega, e in fretta, e non possiamo più fare ciò che avremmo voluto.

Penso spesso ad Alessio. Lui ha visto solo l’inizio di Adolescenti e cancro, non sa che adesso siamo un’associazione di volontariato, non sa che nel gruppo chiuso su Facebook da lui ideato ci sono oltre settanta ragazzi, non sa che collaboriamo con altre associazioni per offrire dei programmi mirati ai loro adolescenti, non sa delle giornate di svago nelle zone in cui abbiamo gruppettini di ragazzi, delle esperienze internazionali, del mini-break a Firenze dello scorso agosto e delle occasioni di quest’anno perché ragazzi come lui possano incontrarsi di persona, fare amicizia o rafforzare le amicizie già esistenti, divertirsi, sfidare se stessi e i propri limiti e sentirsi giovani e vivi a dispetto della malattia. Non sa delle numerose amicizie, vere e profonde, che sono nate fra i ragazzi dell’associazione. Ma io so. E so che, senza l’aiuto che mi hanno dato questi due fantastici ragazzi, probabilmente Adolescenti e cancro non esisterebbe.”

 

“Queste sono le ultime parole di Alessio sul suo blog. Vi chiedo di rallentare, prendere un bel respiro e leggere con il cuore. Sono parole di un ragazzo che a ventuno anni si è seduto su una panchina in cima a una vetta, ha visto in faccia la morte. E gli ha sorriso.”

 

“(…) Purtroppo lunedì sei ottobre sono stato nuovamente ricoverato d’urgenza a causa di alcuni tremendi dolori all’altezza del torace e della schiena (identici a quelli che portarono al peggioramento di agosto), e lì ovviamente si sono subito attivati per farmi tutte le analisi del caso. TAC, radio, tutte analisi cui i risultati un soldato già se li sente prima e non si stupisce se entra il PRIMARIO, esordisce con un “dobbiamo parlare” e prosegue con testuali parole: “ABBIAMO FATTO IL POSSIBILE”.

 

È vero avete fatto il possibile come io ho fatto il possibile. È stata una guerra lunga, dura e una scalata estenuante, ma sapete cosa??? Io una VETTA l’ho raggiunta.

Ok, non è la VETTA per cui ho combattuto ma vi assicuro che è una VETTA BELLISSIMA.

Una vetta che CHIUNQUE DOVREBBE VEDERE…”. (Alessio)

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La raccolta “Attimi di noi – storie di adolescenti con tumore” sarà scaricabile gratuitamente (in formato digitale) tramite il nostro sito Internet a partire dal 1 febbraio.

Per saperne di più sull’associazione di volontariato Adolescenti e cancro e per darci una mano:

www.adolescentiecancro.org

www.facebook.com/adolescentiecancro

adolescentiecancro@yahoo.it

 

 

 

 

21 Thoughts.

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